Capoportiere, luogo bucolico

poesia capoportiere luogo bucolico

tratta dal libro di poesie “Se pittor io fossi” di Adriana Vitali Veronese

Capoportiere, luogo bucolico

E’ rimasto davvero poco delle bellezze naturali
di questo bucolico luogo ch’infondeva
un infinito senso di libertà
alla nostra postbellica gioventù,
povera eppur ricca di sogni e di speranze
quando, … in bicicletta … vi giungevamo
– ch’ancor non v’era la via diretta –
la Latina-mare!

Nostalgia m’invade, nel ricordare, ad occhi chiusi
la suggestione di quei colori, odori, suoni
che si concretizzava a Capoportiere…
nel libero volo di gabbiani;
nel tenero pigolio d’implumi;
tra scoperti fioriti e palustri giuncheti del Fogliano;

nell’aroma salsoaromatico diffuso dal vento
dalla macchia mediterranea, intatta allora,
sul verde intenso dei nuovi coltivati;
nell’opulenta fioritura primaverile della Duna,
tra laghi e mare,
nell’abbraccio azzurro del cielo.

Una natura primordiale prodiga di doni e d’emozioni!…

Tutto questo era Capoportiere, una volta!
Regno di serenità, di ristoro, d’amori,
per chi vi giungeva dopo lunga pedalata;

Ad accoglierci, coll’idrovora, il mare, il lago…
c’era un penetrante odore salsobromosolforoso,
del primo rudimentale impianto termale:
vagheggiata e vanificata, promessa di salubri acque!…

A ritemprarci, una nuotata tonificante
nell’invitante acqua marina, fresca, cristallina… allora!
E poi, sulla riva sottile e calda
ad asciugarci al sole.. il pesante costume di lana!
realizzato da una “magliaia”.

Tappa d’obbligo alla “Baracchetta” la “Locanda”
la “Trattoriola” di zi’ Maddalena;
una romagnola che coniugava la sapidità
della propria cucina con la bontà del pescato locale
accompagnata da una carabina di Bianchetto
che noi rendevamo frizzante con la gassosa.

Capoportiere oggi?
Frastuono becero del traffico
che spegne il canto del mare, il suono del vento…
Una selva di cemento dissacrante la “Cerulea baia”!
Duna. Selva. Mare. Laghi… ma non sono più gli stessi
– una lunga teoria di auto in sosta,
arroventate dal solleone, tra la vegetazione della Duna
che sembra… ritirarsi….! E…. della primavera trattoria
non resta che un terrazzo… a guardar lontano…
Di zi’ Maddalena… s’è persa la memoria!

Dissolta, col “progresso”, l’idilliaca atmosfera
della “Porta della strada dei 4 laghi”, la “Via dell’Amore”,
così la chiamavamo
che dritta puntava al Circeo nell’abbraccio del cielo:
nell’intreccio di miti e di storia,
e che costeggiava Fogliano, Monaci, Caprolace, Paola
e, scavalcando Rio Martino, incontrava
la burbera Torre costiera del fogliano
lì dove il mare rodendo quasi con rabbia si è riappropriato della costa,
ripristinando l’ambiente pensoso e solitario del sito d’una volta!

Soltanto l’oscurità notturna
il vibrare degli astri, il canto dell’onde,
il mormorìo del vento tra le fronde
il monotono gracidar di superstiti batraci
il mesto gufare di cuculi e barbagianni
il rintocco solitario di una notturna campana..
restituiscono in parte il fascino dei Luoghi,
ridestando emozioni dolci – amorose
dei giovanili sogni e sospirosi amori,
nati da una giornata trascorsa a Capoportiere
– non a caso detta Porta dell’Amore –
ormai scordata e del tutto ignorata
quando la nostra gioventù, più semplice, meno esigente… più povera…
cullava sogni e rosee speranze ora disperse…. “dal e nel” Tempo,
infrante, come l’onda sulla riva,
ma che lasciano un segno, una scia
soffusa di melanconia, in Chi, quel periodo l’ha vissuto!!

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